Santa Maria Bertilla Boscardin

delle SUORE MAESTRE di S. DOROTEA figlie dei SS. CUORI di VICENZA

Santa Bertilla

 (06.10.1888-20.10.1922)

...è un'umile contadina della nostra terra benedetta d'Italia...

Figura purissima di perfezione cristiana...

Modello di raccoglimento e di preghiera...

La sua strada la «via dei carri... la più comune...».

Non estasi, non miracoli in vita,

ma una unione con Dio sempre più profonda

 nel silenzio, nel lavoro, nella preghiera, nella obbedienza.

Da quella unione veniva la squisita carità

che ella dimostrava ai malati, ai medici, ai superiori, a tutti.

Ella aveva così bene cercato il regno di Dio in lei stessa,

 che tutto il resto le fu dato in soprappiù.

 Quale esempio e come degno di essere imitato e seguito!

(S. S. PIO XII)

 

Seguendo le orme di santa Bertilla.

Maria Bertilla Boscardin, nata a Brendola (Vi) il 6 ottobre 1888, si è fatta santa come suora Dorotea, assistendo i malati.

“Oh, se sapeste quanta gloria si può dare a Dio in un solo istante”.

«Le mie mani e il mio cuore si sono fermati a 34 anni. Puoi dare seguito anche tu alla mia risposta d'amore, percorrendo "la via dei carri" della quotidianità?». Scrivi a: bertilla@suoredoroteevicenza.191.it

 

L’esempio di una vita comune resa straordinaria dall’ amore.

La vita di Bertilla Boscardin inizia in una povera casa di contadini, in contrà Goia, a Brendola, il 6 ottobre 1888.

Si snoda per 17 anni tra casa, campi, chiesa e poca scuola, per poi giungere alla porta delle Suore Dorotee di Vicenza nel 1905. La giovane chiede di diventare religiosa, e lo sarà, a 19 anni, nel 1907.

Nei quindici, brevi anni di vita religiosa che le rimangono brucia le tappe in una dedizione silenziosa ai malati negli ospedali. La prima guerra mondiale e l'immediato dopo guerra le offrono ulteriori occasioni di esprimere il suo amore incondizionato a Cristo e ai fratelli sofferenti. Prima all'ospedale di Treviso dove potè prodigarsi nelle cure ai militari reduci dal vicino fronte, a Villa Raverio in Brianza fra i tifoidi (1917)e quindi a Viggiù nel sanatorio militare (1918) si distinse per abnegazione singolare.

Ritornata a Treviso nel 1919, riprende la sua assistenza ai pazienti dell'ospedale, anche se minata da un male terribile che riesce a celare. Dopo un difficile intervento chirurgico, si aggrava e muore il 20 ottobre 1922, a trentaquattro anni.

La fama della sua bontà si diffuse presto ovunque; Papa Giovanni XXIII la proclamò Santa nel 1961a soli 39 anni dalla morte!

 

Dal suo diario

«Mi terrò come ammessa nella casa religiosa per grazia speciale e tutto quello che mi sarà dato lo riceverò come se non lo meritassi».

« … dobbiamo amare Gesù alla prova, con i fatti, soffrendo, dissimulando tranquillamente; dobbiamo aver sete della salvezza delle anime che ci circondano, siamo chiamate a dare buon esempio, con le nostre parole, con il nostro contegno, pregando e compatendo...».

 

«...noi dobbiamo imitare Gesù da vicino, ci lamenteremo se qualche volta dobbiamo soffrire qualche cosa, se il pèso del sacrificio si fa sentire? Pensando a quanto Gesù ha sofferto per noi, ci sentiremo incoraggiate e animate a patire volentieri con Gesù e per Gesù».

 

«Lavorino solo per Gesù ché tutto è niente... tutto è niente!».

 

«Gesù, io vi voglio amare tanto col sacrificio, con la croce, col patire».

 

«Io non temo una vita tribolata, caro Gesù, purché la mia tribolazione sia per Voi».

 

«La morte non mi deve far paura, anzi debbo aspettarla con pace e tranquillità, perché per mezzo di essa posso unirmi per sempre al mio Gesù».

 

«Col Crocefisso in mano tutto diventa leggero... ».

 

«Quando si è fatto il possibile, anche se riceviamo umiliazioni e rimproveri, non importa: noi dobbiamo fare tutto per amore di Dio».

 

«Coraggio, dottore, faccia un'opera buona! Il Signore saprà ricompensarla. ..».

 

Quando non corrispondo alla mia prima grazia, mi rendo meritevole di essere priva anche delle altre. Gesù è costretto ad allontanarsi da me, ed io allora vado sempre al peggio e senza accorgermi mi trovo nell'abisso. Gesù mio, Vi prego per carità, aiutatemi, che con la vostra grazia e la mia cooperazione possa corrispondere.. .

 

Voglio da Maria, la mia buona Mamma, la grazia di avere una volontà risoluta ad ogni costo a voler farmi santa.

 

Gesù è il mio modello da seguire se voglio farmi santa; di Lui si dice: fece bene ogni cosa, così pure io, fare ogni mia azione bene, per puro amore di Gesù, con diligenza, pensando a quello che sto facendo... Debbo in tutto fare la Volontà di Gesù, prima come sua creatura, poi come Sua Sposa, chè a Lui, spontaneamente, mi sono consacrata. Oggi voglio essere sempre uguale a me stessa.

 

Gesù è il Maestro, il mio modello. Lui era sempre unito al Suo Padre, sempre cercava la Sua gloria e la Sua volontà. Oggi io voglio stare sempre raccolta e fare sempre in tutto la Sua divina Volontà.

 

L'angelo mio custode mi regge, mi aiuta, mi conforta, m'ispira; lascia il cielo e sempre mi sta assieme per  aiutarmi ... oggi voglio stare raccolta, pregarlo spesso e ubbidirlo.

 

Vivere sempre apparecchiata alla morte, perché in ogni istante mi po’ venire.

 

Ubbidire sempre, vedendo in tutti gli ordini la Santa Volontà di Gesù, mio Sposo, mio Tutto. Sempre allegra, per quanto mi pesi, perché allora mostro al mio Gesù l'amore che Gli porto.

 

Mai stanca, mai scoraggiata. La pazienza non vive che di fatiche, ed è la compagna inseparabile della carità.

 

Confidenza senza limiti col mio buon Gesù; io nulla sono, nulla posso, fuorché peccati, ma in compagnia del mio Gesù posso tutto. Vivere, operare, insomma, fare ogni mia azione alla presenza di Gesù; figurarmelo sempre vicino, ora in un modo, ora in un altro, ma sempre pronto ad aiutarmi, soccorrermi, che mi ama moltissimo, e che mi vuole tutta Sua senza nessuna riserva.

 

Perché abbia da regnare la pace, bisogna che ci sia Gesù nel Cuore...

 

Parlare pochissimo del prossimo; se si può bene, altrimenti tacere...

 

Voglio non scusarmi mai, invece ringraziare, domandare perdono, persuasa che sono in colpa e che il mio amar proprio mi fa vedere l'opposto.

 

Gesù non aiuta i superbi, anzi li abbandona; voglio oggi, tenermi l'ultima, davanti a Gesù, per tanti miei peccati, e anche davanti a tutte le persone.

 

Iddio sempre, solo in tutte le cose ... Gesù solo, l'unico mio confronto; di tutte le creature voglio usarne solo nel modo che Gesù vuole che ne usi.

 

«Lavoriamo per il Signore, perché se lavoriamo per il mondo, guadagneremo poco!».

 

«Per ottenere le grazie di Gesù basta aver fede e confidenza, senza tante preoccupazioni…».

 

... tenermi l'ultima di tutte con persuasione; essere distinta nella carità, compatendo, scusando e sacrificandomi, ma sempre con cuore largo, per puro amore, e desiderando essere ripagata freddamente e anche mortificata,

non facendo nessun conto, anzi biasimata.

 

«Facciamo che Gesù solo sia testimone delle nostre azioni e non le creature».

 

«Essere esatta a tutti i miei doveri,in modo straordinario, ma senza essere singolare...».

 

«Oh, se sapeste quanta gloria si può dare a Dio in un solo istante!».

 

«Mi faccio santa io e conduco a Gesù tante anime» .

Info

Sr. Luisa Dal Sasso - bertilla50@sdvi.org   

Tel. 349-0789914 (ore 9-12, 15-18)

 

Suore Maestre di S. Dorotea

Figlie dei Sacri Cuori

Via S. Domenico, 23 - 36100 Vicenza

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