Lago di Garda

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Il Lago di Garda, o Benàco, o Bènaco, è il maggiore lago italiano, con una superficie di circa 370 km². È situato tra la Lombardia (con la provincia di Brescia), il Veneto (provincia di Verona) e il Trentino-Alto Adige (provincia di Trento). Il nome latino del lago, Benàco, è di origine incerta, mentre il nome odierno deriva dall'omonima città, che durante il Medioevo era il maggior centro di scambio di merci di tutta la zona costiera del lago.

Geografia

Le acque del lago bagnano numerosi centri abitati in provincia di Brescia (Sirmione, Desenzano del Garda, Lonato, Padenghe sul Garda, Moniga del Garda, Manerba del Garda, San Felice del Benaco, Salò,

 

Lago di Garda

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Lago di Garda, o Benàco, o Bènaco, è il maggiore lago italiano, con una superficie di circa 370 km². È situato tra la Lombardia (con la provincia di Brescia), il Veneto (provincia di Verona) e il Trentino-Alto Adige (provincia di Trento). Il nome latino del lago, Benàco, è di origine incerta, mentre il nome odierno deriva dall'omonima città, che durante il Medioevo era il maggior centro di scambio di merci di tutta la zona costiera del lago.

Geografia

Le acque del lago bagnano numerosi centri abitati in provincia di Brescia (Sirmione, Desenzano del Garda, Lonato, Padenghe sul Garda, Moniga del Garda, Manerba del Garda, San Felice del Benaco, Salò, Gardone Riviera, Toscolano-Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine, Limone sul Garda), in provincia di Verona (Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Lazise, Bardolino, Garda, Torri del Benaco, Brenzone, Malcesine) e in provincia di Trento (Riva del Garda, Nago-Torbole).

 

Etimologia

Il nome attuale è attestato fin dal Medioevo, e naturalmente è dovuto al paese di Garda, in quel periodo fulcro commerciale della zona. Più oscura è invece l'origine del nome Benaco, di possibile origine indoeuropea (forse con il significato di "fortemente addentrato") e sicuramente già presente al momento della conquista romana; del resto, molti laghi dell'Italia del nord possiedono un "secondo nome". La piccola diatriba sull'accento (Bènaco o Benàco) potrebbe essere risolta in questa maniera: l'accento sdrucciolo è probabilmente quello originale, derivante dall'indoeuropeo, ed è quello usato dalla popolazione locale e nei toponimi (es. Torri del Bènaco). La corrispondente voce romana invece è attestata come Bēnācus, -i e presuppone quindi un accento piano; da essa sono probabilmente derivate le dizioni del resto d'Italia. Dante conosceva probabilmente tutte e tre le versioni (Bènaco, Benàco e lago di Garda), essendo quest'ultima già attestata e avendo molto probabilmente conosciuto la prima nei suoi viaggi per l'Italia (oltre al soggiorno a Verona, si recò quasi sicuramente anche in Trentino. [1]). Probabilmente scelse "Benàco" perché rappresentava la variante più colta (cioè quella di etimologia latina), dando luogo alla figura retorica del latinismo. Va anche considerato, però, che la forma piana, toscana, possa stata esser scelta dal Divin Poeta perché più corretta per l'italiano che stava costruendo (si tratterebbe in questo caso di un toscanismo).

 

La sua formazione

La parte settentrionale del lago è lunga e stretta, ed è circondata da montagne, le maggiori delle quali appartengono al Gruppo del Baldo. La forma è quella tipica di una valle morenica: si ritiene infatti che questa porzione del lago sia stata creata dall'azione di un ghiacciaio paleolitico, il fiume Sarca è il principale affluente fra 25 immissari, fra i quali l'Aril che con i suoi 175 metri di lunghezza è considerato il fiume più breve del mondo. L'unico emissario del lago è il fiume Mincio.

Se la zona del lago conserva tutt'oggi, evidentissime, le tracce lasciate dalle glaciazioni, soprattutto quella wurmiana (tra i 20.000 e i 15.000 anni fa) che un tempo erano ritenute la causa determinante la formazione della depressione lacustre, oggi si pensa, invece, che il modellamento glaciale sia intervenuto su una depressione già esistente, creata dalla maggior capacità di erosione esercitata dalle acque dei torrenti alpini, tra i 6 e i 5 milioni di anni fa, nel periodo in cui si verificò la cosiddetta "crisi di salinità" del Mediterraneo, ovvero un forte abbassamento del livello del mare dovuto all'interruzione della comunicazione con l'Oceano Atlantico. La morfologia glaciale sarebbe quindi sovrimposta ad una più antica morfologia fluviale e tettonica. All'inizio del Quaternario (1,5 milioni di anni fa) la zona dell'attuale bacino lacustre si presentava come un'ampia vallata nella quale si immettevano i fiumi Chiese (nella zona di Salò) e Sarca (presso Riva). Alle successive fasi di glaciazione si deve la formazione dell'imponente anfiteatro morenico antistante il lago e, quindi, la deviazione del Chiese secondo il suo corso attuale. A nord, le alluvioni del Fiume Sarca hanno invece colmato l'area a monte di Riva, dando origine alla conca di Arco e circondando l'antico isolotto del Monte Brione.

Le isole

Nel lago ci sono cinque isole. La più grande è l'Isola del Garda su cui sorge un bel palazzo ottocentesco in stile settecentesco veneziano. Vicino a questa è la seconda, l'Isola di San Biagio anche detta "dei Conigli", che dista circa 200 metri dalla costa (raggiungibile a piedi nei periodi di secca). Entrambe sono situate nei pressi di San Felice del Benaco, verso Salò sulla costa bresciana. Un'altra isola, la terza per grandezza, è l'Isola del Trimelone famosa per essere stata una polveriera su cui sono stati raccolti ordigni inesplosi della prima e seconda guerra mondiale. Le altre due, più piccole, sono l'Isola del Sogno, anch'essa nei periodi di secca raggiungibile a piedi dalla costa distante appena 20 metri (penisola del sogno), e l'Isola degli Olivi. Esistono poi numerosi altri scogli, specie tra le isole del Garda e di San Biagio, che a seconda della stagione sono più o meno affioranti e che sono adeguatamente segnalati poiché costituiscono pericolo per la navigazione.

 

Il clima

Il clima mite ha favorito la crescita di alcune piante mediterranee (tra cui l'olivo), e ha contribuito a rendere il Lago di Garda un'importante meta turistica internazionale. Famose, ma meno diffuse che in passato, sono le limonaie, serre a porte scorrevoli in cui le piante di limone e cedro potevano svernare tranquillamente. Durante la bella stagione le porte venivano aperte.

 

I venti

I principali venti del lago di Garda sono:

  • Peler: è un vento costante caratteristico del Lago di Garda, proveniente da Nord e che interessa quasi tutto il lago, soprattutto l'alto ed il medio Garda. Soffia dalle prime ore della notte (2-3) fino a circa mezzogiorno (11-12) e si rafforza dopo il sorgere del sole a causa dell'aumento della temperatura. Nella parte orientale del medio garda è un po' più forte ed in estate può raggiungere velocità fino a 15 m/s con conseguente formazione del moto ondoso. Viene sfruttato per la pratica del windsurf da numerosi appassionati che escono all'alba nei pressi di Limone o di Malcesine.
  • Ora: dal latino aura cioè "alito", è una brezza di valle proveniente dalla pianura Padana che spira da Sud poco dopo la caduta del Peler (12-13) sino al pomeriggio inoltrato. Interessa in maniera significativa il medio e soprattutto l'alto garda dove acquista velocità per effetto Venturi, dovuto alla paricolare conformazione a "forma di imbuto" del lago e delle montagne circostanti; il basso Garda risulta solitamente poco interessato, soprattutto nei mesi estivi. È meno intenso del Peler e dell'Ander, abitualmente raggiunge una velocità tra i 5-6 m/s anche se nei mesi estivi, nel quale è più intenso, può arrivare a velocità di 10-12 m/s originando un rilevante moto ondoso soprattutto nell'alto Garda. Viene sfruttato nelle ore pomeridiane da catamarani, windsurf e barche a vela che navigano nelle acque all'altezza di Torbole.
  • Ponal: è un vento tipicamente estivo e di forte intensità. Soffia dalla valle di Ledro nelle ore mattutine e nelle ore serali seguendo il solco del torrente Ponale da cui ne deriva il nome.
  • Bali, Balìn, Balinot o anche Spisoca: è un vento proveniente da Nord tipicamente invernale, originato da un forte abbassamento della temparatura spesso dovuto ad intense precipitazioni a carattere nevoso. Può raggiungere velocità fino a 20 m/s e dare luogo ad un forte moto ondoso.
  • Ander: è un vento costante proveniente da Sud-Ovest che spira nel primo pomeriggio e che si protrae solo per poche ore interessando soprattutto il Basso Garda. A volte può però raggiungere l'alto Garda e soffiare anche di notte. Può raggiungere velocità fino a 10 m/s dando luogo ad onde irregolari soprattutto da metà lago in su.
  • Vinesa: è un vento costante proveniente da Est Sud-Est e che soffia dalla sponda veronese verso quella bresciana. È dovuto a perturbazioni in corso nell'alto Adriatico o all'insorgenza della Bora; in tal caso se il cielo a Est Sud-Est di Peschiera diventa di colore scuro, si preannucia l'arrivo di questo vento portatore di mal tempo. Può essere molto pericoloso per la sua forza e per il moto ondoso che origina.
  • Boaren o Boarno: è una brezza di terra proveniente da Vobarno (da cui il nome) in Val Sabbia e che spira al mattino o alla sera da Ovest Nord-Ovest uscendo dal Golfo di Salò e allontanando il Peler dal Golfo di Toscolano-Maderno. È di varia intensità con una velocità massima che può arrivare 5-6 m/s anche se solitamente è debole e pertanto non riesce a lambire la sponda veronese ne causare moto ondoso. È un vento che solitamente porta bel tempo.
  • Gardesana: è un vento spira da Garda in direzione di Sirmione .
  • Visentina: è un vento originato dal maltempo che scende da San Vigilio interessando il basso Garda.
  • Fasanella: è un vento costante, solitamente di scarsa intensità, che si forma nel primo pomeriggio ad ovest di Fasano (fraz. Gardone Riviera) e soffia verso est fino al tramondo, raggiungendo anche il basso Garda. Può anche incanalarsi verso l'alto Garda ed acquistare forza per effetto Venturi, originando moto ondoso a partire da Tignale. È tipico del periodo estivo, porta bel tempo e rende il lago di color verde azzurro.

La fauna

Le specie di pesci presenti nel lago sono oltre una trentina, una è presente solo qui, il Carpione. Le altre specie più importanti sono: l'Agone, l'Alborella, l'Anguilla, la Bottatrice, la Carpa, il Cavedano, il Lavarello, il Luccio, il Persico reale, la Tinca, la Trota e il gambero d'acqua dolce.

 

Agricoltura e Pesca

Le coltivazioni storiche sono quella dell'ulivo, degli agrumi (limoni in particolare), della vite. Sono presenti diversi frantoi per la produzione e vendita di olio di oliva.

Anche se in numero minore rispetto ad un tempo, ancora oggi diversi pescatori solcano il lago con le caratteristiche piccole (5m) imbarcazioni munite di modesti motori fuoribordo. I pesci pescati nel Lago sono l'Agone, l'Alborella, l'Anguilla, la Bottatrice, il Barbo, la Carpa, il Carpione,il Cavedano, il Coregone Lavarello, il Luccio, il Persico reale, il Persico Sole, il Salmerino, la Scardola, la Tinca, la Trota, il Vairone.