ANDARE per RIFUGI

Dry Toboggan Run

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IL TREKKING È I L MASSI MO DELLE VACANZE. COSTA POCO, SI FA IL PIENO DI SCENARI INCANTEVOLI, CI SI RIGENERA. Ecco COME MUOVERSI A PASSO SICURO.

 

Il meglio delle vacanze è andare per rifugi che costellano le Alpi e l'Appennino: clima tonico e rigenerante, quiete, cibo doc e menù sfiziosi, gite ed escursioni in quota tra scenari incantevoli, insomma un pieno di natura, emozioni e sapori. Oltre a tariffe low cost.

 

Abc della sicurezza

La montagna apre le sue porte a tutti quelli che, pur senza un fisico superdotato, vogliono raggiungere a piedi luoghi inaccessibili a qualsiasi altro mezzo di locomozione. Purché non sottovalutino che, per inerpicarsi tra boschi, alpeggi, creste e crinali, ci vuole un minimo d'allenamento, di conoscenza e rispetto dell'ambiente in cui ci si aggira.

Ecco i suggerimenti di uno che se ne intende: Giampietro Verza, guida alpina di lungo corso, protagonista di spedizioni su Ande e Himalaya, esperto di applicazioni tecnologiche in ambienti estremi, tra gli artefici dell'installazione e gestione sull'Everest della più alta stazione meteo del mondo.

 

Abbigliamento

Scegliere in funzione del clima e dell' altitudine. Calzare sempre scarponi o scarponcini da trekking per garantire una presa adeguata su qualunque terreno. Utile portarsi scarpe da ginnastica per i tratti più agevoli e asciutti, per il relax nelle soste e nel rifugio. Se si sale oltre i 2 mila metri, obbligatori giacca a vento in goretex o piumino e pile, consigliabili guanti e berretto, per affrontare pioggia e nevischio.

Bestiame

Attraversando alpeggi, può capitare d'imbattersi in mucche al pascolo e un incontro ravvicinato di solito non crea problemi. Se vi sono degli addetti, è comunque bene chiedere a loro se ci si può approssimare o se è preferibile scantonare.

Cellulare

Può rivelarsi prezioso in caso di difficoltà. Accertarsi però se c'è campo sufficiente, altrimenti diventa inutile. In ogni caso, tenerlo spento. Per due motivi: per non inquinare l'ambiente con squilli inopportuni; per non scaricare rapidamente la batteria, dato che il telefonino ha bisogno di parecchia energia per agganciare la cella di riferimento.

Dissetarsi

Prima di un'escursione, informarsi se lungo il tragitto vi sono fonti d'acqua potabile. Basta, in tal caso, portarsi dietro una borraccia e qualche bustina di sali minerali: l'acqua di montagna ne è spesso povera e non disseta. In cammino, bere ogni due ore anche se non se ne sente l'esigenza, perché il clima secco accresce la disidratazione.

Equipaggiamento

Tutti gli escursionisti, bimbi compresi, devono imparare a essere autosufficienti e preparati ad affrontare gli imprevisti. Ciascuno deve avere il suo zaino, comodo e capace, con gli indumenti di riserva, acqua, cibo e altre dotazioni personali. Suddividere gli oggetti in sacchetti, riponendo nella parte alta dello zaino quelli di pronto impiego. Equipaggiamento tecnico: mappe, bussola, torcia elettrica, kit di pronto soccorso, bastoncini per facilitare il passo, alleviando lo sforzo muscolare, sacchetto per immondizie; sacco a pelo, fornellino e fiammiferi per bivacchi in quota, se l'escursione dura più giorni; ghette da neve, piccozza, ramponi, se è previsto l'attraversamento di ghiacciai; casco, cordino, moschettoni d'aggancio, dissipatore (congegno che attenua la forza d'arresto in caso di caduta, evitando pericolo si strappi alla corda) e imbracatura per le vie ferrate.

Guida alpina

La guida è preziosa non solo perché porta alla meta e riporta a casa, ma soprattutto perché può trasformare l'escursione in una scuola di montagna, insegnando a salire, scendere, attraversare corsi d'acqua e nevai, usare le attrezzature, leggere la segnaletica dei sentieri, orientarsi, comportarsi in caso d'incidente eccetera.

Itinerario

Evitare d'andare da soli e scegliere il percorso in base al livello di preparazione tecnica e d'allenamento fisico del più scarso del gruppo: pro loco, uffici turistici e rifugi danno tutte le informazioni del caso. Il CAI-Club alpino italiano ha classificato gli itinerari secondo le difficoltà tecniche.

T: itinerario su stradine, mulattiere, sentieri agevoli e ben segnalati, che richiede conoscenza dell'ambiente e una sufficiente preparazione fisica;

E: itinerario che implica senso dell'orientamento, esperienza di montagna, allenamento ed equipaggiamento adeguato;

EE: percorso per escursionisti navigati, anche con tratti impervi e infidi;

EEA:percorso per escursionisti provetti, attrezzati con dispositivi di protezione e autoassicurazione.

Meteo

Il clima in montagna è mutevole. Quando si decide un'escursione, informarsi del tempo che farà: consultando i siti Internet, rivolgendosi all'ufficio informazioni della località in cui ci si trova, chiedendo ai gestori dei rifugi in cui si soggiorna o a cui si è diretti. Da costoro, come pure dalle guide alpine, si possono inoltre avere notizie di prima mano sulle condizioni del terreno lungo l'itinerario che si vuole battere.

Nutrirsi

Durante un'escursione, per l'altitudine e le pendenze da superare, si possono bruciare fino a 350-400 calorie l'ora. L'organismo deve essere pronto a rispondere all'impegno e allora, fin dalla prima colazione, spazio ad alimenti energetici, leggeri e digeribili. Se si mangia al sacco in un rifugio, è cortesia ordinare qualcosa al banco (caffè, bibita, fetta di torta). Bevande alcoliche solo a cena dopo il rientro dalla gita.

Pianificazione

È essenziale dedicare del tempo a progettare l'escursione, sia per sapere cosa portarsi appresso sia per capire in quale ambiente naturale e in quale direzione ci si sposterà. Oggi Internet, grazie alle mappe geografiche e alle foto aeree, consente di studiare qualsiasi zona metro per metro e di non presentarsi ignari alla vacanza in quota.

Raggi solari

Occhiali da sole, solari e stick per labbra sono indispensabili per proteggere le parti esposte della pelle dall'azione delle radiazioni ultraviolette e infrarosse. L'applicazione delle protezioni va ripetuta più volte durante la giornata, con speciale attenzione per i più piccoli.

Soccorso

Lasciare detto dove si va all'albergo, al rifugio, al vicino di casa. In caso di incidente, dare informazioni precise al centro soccorso per permettergli di rubricare il livello d'urgenza. Consigliabile avere con sé un dispositivo Gps (ve ne sono di buon livello a costo contenuto), per consentire ai soccorritori d'arrivare nel punto giusto con tempestività. Non è male imparare anche le poche regole di segnalazione acustica e visiva per comunicare con l'unità di soccorso.

Temporali

I temporali si scatenano di solito nel pomeriggio, per cui è saggio partire presto al mattino. Oltretutto si viaggia al fresco, si affronta il ritorno con la luce e, se si pernotta in quota, si arriva per tempo al rifugio. Qualora minacciasse un temporale (le nuvole si scuriscono, si odono tuoni, l'aria si elettrizza), attendere che passi prima di proseguire, togliendosi lestamente dalle zone di pericolo (prati, boschi, creste e crinali, ghiacciai) per rifugiarsi negli avvallamenti in posizione accovacciata.

 

Tratto da Vita in Casa-Benessere di Maurizio Bianchi su Famiglia Cristiana 33/2009

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UTILI

Vedi anche:

  • I SENTIERI
  • Sentieri di BOLCA
  • Escursioni Valle AGNO
  • Escursioni Guidate
  • Progetto: LEADER II Azione 3.3
  • ITINERARIO Turistico AGNO-CHIAMPO
  • Passeggiando ad Alta Quota
  • ANDARE per RIFUGI
  • C.A.I. - Club Alpino Italiano
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